Storia della Colonia G. Sartori di Serrada
La storia della Colonia Alpina di Serrada è strettamente legata a quella dell'Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.) di Rovereto istituito a Rovereto nel 1811.
Alla fine della Grande Guerra, L'E.C.A. acquista dal Demanio Militare, cinque casette in località Plotta di Serrada, costruite nel 1908 circa dal Genio Austriaco come convalescenziario per i soldati che vi affluivano dal vicino fronte del Pasubio.
Dopo un frettoloso restauro già nell’estate del 1920 venne dato avvio ad una Colonia Alpina per quaranta bambini bisognosi e dieci bimbe provenienti dall’Orfanotrofio Femminile.
Negli anni successivi la Colonia ebbe via via sempre più necessità di ospitare bambini bisognosi di cure di rinvigorimento a causa della triste situazione di povertà in cui versava la popolazione locale. Così nel 1926 venne costruito un grande fabbricato che ampliò notevolmente la capienza della Colonia Alpina.
Con l’avvento del Fascismo la Colonia ricevette poi un notevole impulso, in conseguenza della politica attuata dal regime che, inquadrata la gioventù in varie fascie di età, promuoveva e finanziava tutte le attività ginnico sportive.
Dopo la II° guerra mondiale la Colonia, sempre a causa delle precarie condizione della popolazione, visse i suoi anni di massima espansione. In questo periodo la Colonia ebbe nel sig. Giorgio Sartori, presidente dell’Ente Comunale di Assistenza, un solerte sostenitore e benefattore. Per questo dopo la sua prematura morte, nel 1948, si decise di intitolargli la Colonia Alpina.
Con l’arrivo del boom economico negli anni sessanta il sistema delle colonie cominciò ad andare in crisi. Nel 1964 l’Ente Comunale di Assistenza diede la Colonia Alpina in gestione alla Pontificia Opera di Assistenza di Trento che la gestì fino al 1973.
Iniziò poi il declino. L’Ente Comunale di Assistenza venne soppresso e la proprietà della Colonia passò al Comune di Rovereto. Questa operazione ebbe dei tempi molto lunghi e le casette della colonia, abbandonate da tutti, deperirono per l’incuria e il vandalismo.
Nei primi anni '80, l’allora assessore Sabrina Chiasera, chiese ai responsabili della locale Sezione Scout di Rovereto del Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani se volessero collaborare alla rinascita della Colonia Alpina.
Nel 1993 si costituì perciò un'apposita cooperativa denominata "Associazione di Volontariato Giovani 2000". Grazie alla buona volontà ed il costante impegno dei soci, guidati dal presidente Fabio Tecilla, l'associazione si mise subito all’opera e, con il contributo finanziario del Comune, dopo il primo anno era pronta la prima casa, completa di dormitorio, cucina e servizi, la quale poteva ospitare trenta ragazzi.
I lavori continuarono e nel giro di qualche anno funono completamente restaurate le tre case più antiche, una casetta di servizio. Venne poi realizzata una tettoia con servizi e cucina e inoltre fu messo a disposizione un grande prato per campeggi. Nel 2008, a conclusione di un percorso durato quindici anni, anche la Casa Grande è a disposizione, pronta ad accogliere i suoi giovani ospiti.



